Approfondimento tecnico, il fisioterapista Davide risponde: “Il conflitto postero-superiore di spalla in atleti pallavolisti”

Nei vari incontri che il Fisioterapista sportivo del Centro Attività Motorie ha quotidianamente con gli atleti, emergono scenari più frequenti rispetto ad altri; in questa sessione approfondiremo una tipica situazione che interessa solitamente il mondo della pallavolo e ancora più specificatamente il gesto della schiacciata. Conoscere il gesto atletico della schiacciata consente una migliore prevenzione dell’infortunio ed un efficace recupero in caso di infortunio.

Le competenze del Fisioterapista sportivo del Centro Attività Motorie permettono di limitare i traumi derivanti dall’infortunio, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero dell’atleta con un evidente vantaggio dell’atleta e della squadra per il quale gioca.

Il conflitto postero-superiore di spalla è una patologia da overuse che sfocia in un’instabilità tipica dell’atleta “overhead”, cioè che compie gran parte dei propri gesti sopra il capo. Si manifesta con un dolore anteriore alla spalla durante l’attacco e/o il servizio. Nella pallavolo si tratta di una condizione piuttosto comune, e i ruoli maggiormente esposti sono gli attaccanti quali bande, centrali, opposti. La velocità di attacco si riduce e vi è una perdita del controllo e quindi della performance.

Biomeccanica

Per capire come questa condizione possa insorgere, va compresa la biomeccanica dell’attacco.

Il gesto viene compiuto reiteratamente in estrema abduzione e rotazione esterna dell’arto superiore, oltre i 90° rispetto al piano scapolare.
Tale gesto determina una sollecitazione della capsula articolare, sia sul versante anteriore, sia sul versante posteriore, ma in modi diversi.

Durante il caricamento dell’attacco, mentre l’omero arriva in massima abduzione ed extra-rotazione, contemporaneamente la testa omerale scivola e trasla in avanti. Quando tale movimento viene ripetuto molte, la testa omerale tende a sfondare la capsula anteriore, ma stirando allo stesso tempo quella posteriore che viene trascinata dalla testa omerale.

Conflitto postero-superiore di spalla in atleti pallavolisti

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Azione dell’atleta della BENG

Evoluzione patologica

Il corpo subisce questi carichi e dove può tenta di adattarsi: lo sfondamento anteriore produce una capsula molle e allungata, mentre lo stiramento posteriore produce un ispessimento e accorciamento capsulare (come meccanismo di difesa).
Di conseguenza, anteriormente ci sarà una condizione di lassità e instabilità, mentre posteriormente si strutturerà una rigidità. Due situazioni apparentemente opposte ma che possono far parte dello stesso quadro.
Quando queste condizioni si instaurano, la capsula posteriore si ispessisce e si accorcia a tal punto da cambiare ulteriormente la biomeccanica dell’articolazione spingendo ancora più avanti la testa omerale e mantenendola anteriorizzata. Così facendo aumenta l’instabilità e la tendenza a della spalla a sfondare il muro anteriore.
Se non trattato in questa fase, l’atleta evolve verso patologie più importanti.
L’evoluzione patologica successiva è l’intrappolamento dei tendini del sovraspinato e dell’infraspinato, che vengono pizzicati tra i due capi che compongono l’articolazione gleno-omerale. Ne conseguono infiammazioni tendinee e possibili degenerazioni o lesioni parziali della cuffia dei rotatori.
Il reiterato contatto delle superifici articolari gleno-omerali determina inoltre un’alterazione a carico della componente scheletrica sempre in sede postero-superiore (irregolarità e sclerosi della corticale ossea o presenza di piccoli geodi sottocorticali) e del cercine fibrocartilagineo (producendo dei veri e propri distacchi detti SLAP lesion).

 

Quadro clinico

Se si tratta di una fase iniziale, prima che si arrivi a danneggiare i tendini, il dolore si presenta anteriormente e solamente durante il servizio o l’attacco. Vista la localizzazione del dolore, bisogna fare particolarmente attenzione perché il quadro può essere confuso con una comune disfunzione del capo lungo del bicipite o della cuffia dei rotatori.
L’esame obiettivo può mostrare i segni di una instabilità con apprensione e sensazione di sublussazione in abduzione ed extrarotazione, nonché un aumento della rotazione esterna e una riduzione della rotazione interna.
Un esperto Fisioterapista è in grado di distinguere questi casi e risolverli prima che evolvano in patologia organica, e spesso ancor prima che vi sia bisogno del Medico.
Se trattati in questa fase, i sintomi degli atleti regrediscono, e la biomeccanica viene ripristinata.
Se invece le lesioni tendine e cartilaginee sopraggiungono, il dolore è anche posteriore e cambia modalità d’insorgenza, perciò la sintomatologia assume le caratteristiche tipiche di patologie della cuffia dei rotatori, che necessiterà del relativo trattamento.

 

Trattamento dell’atleta pallavolista
Il punto focale del recupero dell’atleta è il ripristino della stabilità di spalla prima che sopraggiungono danni organici tendinei o articolari. Per farlo occorre lavorare simultaneamente su 2 fronti:
– Posteriormente: il Fisioterapista deve allungare la capsula posteriore per contrastare l’accorciamento e l’ispessimento della stessa, tramite tecniche molto precise e specifiche di terapia manuale.
Contemporaneamente, come auto trattamento, l’atleta si pone in decubito laterale, con il braccio interessato flesso, gomito a 90°, e lo si porta in intrarotazione, e aiutandosi con l’arto opposto (tecnica conosciuta come Sleeper Stretch, vedi disegno)

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– Anteriormente: poiché anteriormente la stabilità data dai legamenti non è sufficiente, occorre sopperire a tale mancanza costruendo un muro di muscoli. Il Fisioterapista deve quindi insegnare all’atleta tutti quegli esercizi che rinforzano il gran pettorale, il sottoscapolare, e il capo lungo del bicipite, unici muscoli che possano contrastare e contenere l’instabilità anteriore della testa dell’omero, spinta in avanti anche dalla capsula posteriore.

Conclusioni
La competenza manuale del Fisioterapista del Centro Attività Motorie può essere completata dall’utilizzo del Multi Joint System fornito da Tecnobody, capace di monitorare i progressi ottenuti grazie alle fasi rieducative sopra descritte. Il Centro Attività Motorie offre un ritorno più sicuro in campo da parte dell’atleta in quanto è possibile misurare i suoi progressi ed essere quindi più certi e sereni sul capire quale sia il momento migliore per ritornare in campo. Come diceva Lord Kelvin: ”Non si può migliorare ciò che non si può misurare”: il Centro Attività Motorie è in grado di misurare i miglioramenti grado per grado.

Alla schiacciatrice non rimarrà altro che “risolvere la schiacciata” (Julio Velasco), possibilmente facendo dei buchi con la palla sul terreno avversario.

Per maggiori informazioni: Centro Attività Motorie